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Per capire cosa porta gli investitori di tutto il mondo a considerare la valuta Yen come un porto sicuro nei periodi di instabilità dobbiamo andare a scavare all’interno del paese della stessa valuta: il Giappone.

 

Tutti conosciamo, per sentito dire, l’efficienza dei servizi giapponesi, sappiamo inoltre l’assoluta dedizione della popolazione nei confronti del lavoro, ma sicuramente, almeno una volta, abbiamo sentito parlare anche del debito pubblico del Giappone. (Se non l’avevate mai sentito, ecco la vostra prima volta.)

 

Il debito pubblico in Giappone non ha rivali. Esso è circa 3 volte più grande dell’intera produzione economica annuale del paese e ciò lo porta ad essere di gran lunga il più grande rapporto debito/PIL nel mondo, con aumenti annuali a ritmi interessanti. (Nel 2013 il debito ammontava a 1 quadrilione di yen)

 

Eppure i mercati sembrano continuare a non preoccuparsene troppo, anzi, mostrano da decenni un’incrollabile fiducia nelle capacità del governo nipponico di onorare questo debito e di conseguenza questo ha portato i mercati globali a vedere lo Yen giapponese come un porto sicuro. Per questo, ogni volta che cresce l’avversione al rischio, lo Yen tende infatti ad apprezzarsi, come stiamo vedendo anche in queste settimane di grande incertezza sui mercati finanziari.

 

Perché i mercati si fidano di un Giappone pieno di debiti? 👇

 

Prima di tutto perché il paese nutre da decenni una credibilità finanziaria non indifferente (fa quello che dice) e soprattutto perché detiene la sovranità monetaria, infatti possiede una vera e propria banca centrale, la BoJ (Bank of Japan), che può stampare moneta autonomamente e di conseguenza può finanziare la spesa pubblica in diverse modalità.

 

Ma andiamo a farci un giro all’interno del debito giapponese per capire cosa c’è alla base della piramide che, nonostante questi numeri sulla carta allarmanti, riesce ad avere la fiducia della maggioranza tra gli investitori.

 

L’arma segreta del Giappone riguarda la costituzione e ripartizione del suo debito, esso infatti è quasi integralmente nelle mani dello stesso Giappone. Questo avviene perché i titoli di stato non sono molto esposti al circuito finanziario internazionale per via della non appetibilità degli interessi e questo rende il debito quasi immune alla speculazione estera.

 

Nel pratico, la popolazione, con i propri risparmi e le imposte, finanzia la spesa pubblica e gli investitori sono certi della solidità del lavoro giapponese e dell’inattaccabilità da parte di speculatori.

 

La solidità lavorativa è sostenibile grazie alle grandi industrie ripartite su diversi settori all’avanguardia, che garantiscono la crescita del reddito pro capite, che a sua volta dipende dalla crescita della produttività. Nel pratico, se il reddito dei cittadini sale e la pressione fiscale Giapponese è bassa (circa 30%), ci sarà più possibilità di pagare le imposte nel lungo periodo per far fronte al debito. Per portare un esempio concreto; Dalla crisi del 2008, il reddito pro capite giapponese è cresciuto complessivamente di circa il 14%, molto più che nell’Eurozona e negli USA.

 

Ma come funziona il meccanismo di debito? 👇

 

La banca centrale sovrana stampa moneta da passare al governo, che in cambio emette obbligazioni (a tasso zero o negativo) per rifinanziare questo debito, che ri passa in cambio alla BoJ e agli altri investitori istituzionali, che comprano questi titoli a prescindere dal rendimento.

 

Questo meccanismo è molto simile a quelli di Quantitative easing che spieghiamo nel percorso, con la differenza che gli investitori istituzionali Giapponesi (banche, fondi pensione, assicurazioni etc) quando acquistato questi titoli (grazie anche ai risparmi del settore privato) non li rivendono a mercati secondari e da questo ne consegue l’assenza di liquidità e quindi la stabilità sui titoli giapponesi, che rendono il mercato poco appetibile per le speculazioni. La conseguenza è che il paese è il primo creditore di sé stesso e la spinta psicologica al rafforzamento della valuta, ogni qualvolta ci siano momenti di incertezza sui mercati, viene naturale.

 

Non è chiaramente tutto oro quello che luccica, infatti lo Yen, molto economico, potrebbe essere attaccato su altri fronti e potrebbe risentire delle politiche monetarie delle altre banche centrali che hanno più libertà di manovra sui tassi d’interesse.

 

Per riassumere il tutto, la risposta al perché lo Yen è visto come un bene rifugio è da ricercare nel fatto che il Giappone è da sempre considerato un paese che primeggia nel settore dell’elettronica, dell’auto e della tecnologia e detiene una solida forza lavoro. A ciò, sommiamo il discorso del debito giapponese, che è quasi per intero nelle mani dei giapponesi stessi, per cui è più protetto da attacchi speculativi.

 

 

Eri già a conoscenza del perché lo Yen è considerato una moneta rifugio? Conoscevi la situazione debitoria del Giappone? Scrivilo nei commenti 👇