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Cosa significa manipolare un tasso di cambio ?

Quando un governo o una banca centrale compra o vende sul mercato la sua stessa valuta con l’obiettivo di influenzare al rialzo o al ribasso i tassi di cambio, abbiamo una manipolazione di valuta.

Le persone responsabili della politica monetaria di un paese possono attuare interventi del genere nel mercato del Forex per diverse ragioni.

Le più note sono sicuramente tre:

-Il controllo dell’inflazione

-La competitività della moneta in relazione ai scambi commerciali

-Il mantenimento della stabilità finanziaria

 

Quindi la manipolazione delle valute esiste davvero?

 

Ebbene sì ma non nella forma che immaginiamo noi. Non c’entra nulla con i broker e con i nostri stop loss. E’ un discorso molto diverso, molto ampio e sopratutto di medio-lungo periodo.

Queste decisioni vengono discusse dai responsabili, prese e poi rese note nei rapporti di politica monetaria di un dato paese. Si tratta di decisioni attuate dalle Banche Centrali e sono in linea con la necessità delle autorità monetarie. Questi rapporti escono, di norma, in corrispondenza e in relazione alla decisione dei tassi d’interesse, ma essi non rappresentano affatto l’unico modo di intervenire per alterare il valore di una valuta.

 

Infatti per manipolare un tasso di cambio vi sono tre possibilità.

 

La prima, che abbiamo già visto, è appunto la politica monetaria sui tassi di interesse, che influenza il comportamento degli investitori rendendo una valuta più appetibile o meno appetibile a seconda di tassi più alti o più bassi.

 

La seconda possibilità, è la manipolazione verbale, che consiste in conferenze stampa o dichiarazioni da parte di persone autorevoli per una determinata valuta. Queste dichiarazioni, in ottica di manipolazione, possono mirare a frenare gli acquisti della valuta forte e le vendite di quelle deboli. Ma il successo di questi interventi dipende molto dalla credibilità del paese e delle autorità monetarie in questione.

 

La terza possibilità per manipolare una valuta, sarebbe quella di intervenire fisicamente (sempre da parte delle Banche Centrali) continuando a comprare o vendere per indirizzarne l’andamento, intervenendo un pò come un market maker nel tentativo di manipolare i prezzi, che altrimenti sarebbero liberi di fluttuare a seconda della normale domanda e offerta del mercato. Questo tipo di intervento, soprattutto nei casi di periodi tutt’altro che tranquilli sui mercati, ha scarso successo nel lungo termine e ha solo l’obiettivo di frenare la cosiddetta speculazione di breve termine. Ed in questi casi, il rischio di bruciare parecchie riserve valutarie è alto.

 

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